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Cinque di Marte. Una rubrica per raccontare il nostro 2023

Come stendere le gambe


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La collana Altana è il rifugio per chi è in cerca di una lettura di genere, leggera ma con il fuoco. La Altana è l’unica collana delle nuove SIDO ad essere sopravvissuta alla chiusura delle prime SIDO. Quando la Casa Editrice è stata riaperta da uno dei suoi originari fondatori, Andrea Fondelli Benei, la Altana ha presentato i due pamphlet gemelli di Michele Marchesiello, “Tutto qua?!” e “Tuttavia…” (2021 e 2023) e il manuale “Tutti i critici sono bastardi” (2022). In questo editoriale Fondelli Benei, che ha inventato e dirige la Collana, presenta i temi e le ragioni dei libri Altana.

Cinque Pezzi Cinque, ovvero cinque “pezzi lunghi” su tutto quello che hanno combinato le SIDO nell’anno passato. Lettura lenta, col fuoco.
Ogni Marte per cinque Marte

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L’altana è detta anche belvedere. Per chi non ricordasse, l’altana è una loggia aperta, o un terrazzo coperto, fatta in tavole di legno, sopraelevata rispetto al tetto, “riparata da spallette e posta sopra una casa, per gli usi domestici”. La parola altana è originaria del dialetto di Venezia, che è la capitale delle altane. Quando non si è turisti, in un’altana vi si soggiorna per godersi una solitudine preziosa, un momento oceanico. In un’altana ci si rifugia per illuminarsi nel silenzio, che si voglia contemplare il fuori o il dentro di sé, il panorama esterno o la galassia intima.

Il miglior uso dell’altana, quando non si ha un amore, è di certo un libro.

Quando si sceglie che libro portarsi sull’altana, bisogna avere cura di non prenderne uno troppo appassionato, o eccessivamente rumoroso, o, ancora, uno serio se basta, uno soltanto profondo. Stando sull’altana il pensiero si fa attento, sì, ma libero e volatile. Si esce dalle righe, si vola tra i tetti, si fa qualche volo pindarico, come lo chiamano, e poi si torna alla pagina. La collana Altana ospita ogni genere di letteratura, purché, appunto, di genere. Niente romanzi, oppure sì, un romanzo, ma poliziesco, o rosa. Niente saggi, oppure sì, un bel saggio, ma un pamplhet, un reportage, un diario. Il libri Altana sono iridescente, benevoli con chi legge, per nulla possessivi, si abbandonano senza rischi, si riprendono senza scusarsi, si stringono senza che si deformino.

Da molti anni chi legge è anche un chi scrivente. La sparizione dei lettori che sono soltanto lettori ha generato molti incidenti e mutazioni sconvenienti. I saggisti sono spesso troppo occupati a dire la loro verità per conoscere quella vera, e contano più sulla fiducia che ispirano e sulla prima persona che usano invece che sulla teoria che dovrebbero dimostrare e sulla voce collettiva che dovrebbero rappresentare. I romanzieri si presentano ormai come grandi autori, naturalmente divini, ovviamente incompresi. La collana Altana promuove soltanto romanzieri che sappiano rinunciare, almeno per oggi, alla necessità di essere riconosciuti come tali, e saggisti che riescano a trattare la loro tesi senza voler molcere il lettore, né tantomeno punirlo. Insomma autori che vogliano prendere il lettore ed intrattenerlo senza imbambolarlo, ma nemmeno inchiodarlo alla sedia. 

Una lettura leggera, ma con il fuoco.

L’Altana è uno spazio di lievità artificiale, che pesa tanto quanto pesa l’intenzione di chi legge: chi vuol scavare, vi troverà giacimenti ricchi e ordinati, chi vuol pattinare, vi troverà una pista solida e uniforme. Può un giallo essere solo un giallo? Certo che sì. Certo che no. Dipende da cosa cerca il lettore in quel momento. In Altana si parte dal presupposto che chi legge voglia prendersi una pausa dal sentirsi afferrato per le caviglie, o infiammato nella pancia. Gli Altana non vogliono provocare reazioni poco pensate o scomposte. Un Altana non vi chiederà mai di schierarvi pubblicamente con chi scrive, altrimenti siete “gli altri” suoi nemici, al contrario un Altana vi propone di stendere le gambe, sperare in una brezza fresca se è caldo, tiepida se è freddo, e immergervi solo, solo, nel piacere della lettura. Si può ancora sperare in grande libro di genere. Il Frankenstein di Mary Shelley ci ha insegnato che si può scrivere molto velocemente un libro immortale e profondo tanto quanto vuole il lettore, nel momento in cui vi si dedica. Un illuminante riflessione per comprendere i pericoli dell’estremo contemporaneo? Frankenstein. Un buon romanzo d’avventura per ragazzi distratti in cerca di emozioni forti? Frankenstein. Un romanzo femmista? Frankenstein. Un romanzo patriarcale? Frankenstein. Una buona lettura, in grado di fare il duro lavoro della buona lettura, ovvero quello di salvare anime? Ecco. La Collana Altana pubblica ogni letteratura, purché di genere. Altana ricerca e presenta esclusivamente specificità: pamphlet, apocrifi, reportage, gialli, rosa, neri, insomma ogni libro che offra una libertà “superficiale”, come la definisce chi non ha il coraggio di innamorarsi.  Ma il vantaggio irraggiungibile della superficie è che è profonda tanto quanto vi si decide di immergervisi: in un mondo di persone troppo narcise per smettere di essere serie, Altana è una fresca, soleggiata certezza. La vita è troppo breve per leggere solo saggi necessari e romanzi imprescindibili.

Il piacere di lavorare a una collana come la Altana risiede perciò, per una volta, nel leggere le proposte. Per la prima volta i manoscritti in arrivo, terrore di ogni redazione, sono ben accolti dal curatore, dall’editor, dal correttore di bozze, dal grafico addirittura. Tutti vogliono un libro che non è un capolavoro, che non ha un autore ingombrante, che è fermo e bonario, come ogni carisma convince a diventare chi lo ospita. La Altana, a dirla tutta, ha proprio a che fare con il carisma. Ricerca libri che non abbiano a che fare con l’ego, perché l’ego è sempre ferito e noiosamente si lamenta senza soluzione di continuità. Ma il carisma è un’altra cosa, il carisma non può diventare noioso o diabolico. Perciò Altana ospita soltanto autori autorevoli durante una pausa dalla loro professione. Scrittori in vacanza, pronti a usare il proprio gigantesco talento per un’opera cosiddetta minima. E raduna un preciso tipo di lettore, quello che vuole divertirsi seriamente, un’attività che può essere compiuta in modo eccellente facendo una cosa e una cosa soltanto: leggere.

AF Benei